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Terra del Fuoco. L’Arcipelago Più a Sud del Mondo | Mini Guida

Terra del Fuoco. L’Arcipelago Più a Sud del Mondo | Mini Guida

  • Visita ad Ushuaia
  • In Barca sul Canale di Beagle
  • Trekking a Puerto Williams
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Oltre le immense steppe della Patagonia, separata dalla terraferma dallo Stretto di Magellano si apre la Terra del Fuoco.

In questo remoto arcipelago battuto dai gelidi venti polari, persino le case sembrano volersi proteggere dalla furia degli elementi. Gli inverni sono freddissimi, e le primavere molto ventose. Le estate fredde precedono autunni in cui la brina ricopre ogni cosa.

La Tierra del Fuego è una terra ostile e difficile, che affascina tantissimi viaggiatori. Tra essi c’è chi vuole ripercorrere le orme di Ferdinando Magellano, Charles Darwin o altri esploratori del secolo scorso.

Molte persone però sono semplicemente attratte dai suoi scenari naturali incontaminati.

 

7 Luoghi da Visitare nella Terra del Fuoco

Un viaggio nella Terra del Fuoco è più caro di un viaggio in Patagonia o nella provincia di Salta. Richiede anche molto più tempo, e uno spirito di adattamento estremo.

La Terra del Fuoco però ha tanto da offrire a chi osa giungere fin qui. I suoi monumentali paesaggi montani, gli immensi parchi nazionali, la sua storia e le attività all’aperto – dallo sci alle escursioni in slitta – non hanno pari.

 

01 Ushuaia
Città

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Ushuaia è la principale destinazione di tutti i visitatori che giungono alla Terra del Fuoco.

Situata nella parte meridionale di questo arcipelago, incorniciata da monti frastagliati, questa città è la base di partenza per tutte le visite al Canale di Beagle.

Ogni giorno, dalla città partono o transitano il 90% delle crociere e dei viaggi diretti verso l’Antartide. Inoltre, questa città è ad appena 12 chilometri dal Parque Nacional Tierra del Fuego, ed è uno dei punti di partenza di tanti tour verso il Ghiacciaio Perito Moreno.

Ushuaia non è solo una località di transito. Poco fuori città è possibile compiere sport d’acqua e escursioni in canoa a Lago Escondido. Gli scenari immacolati e puri della Laguna di Smeraldo sono molto amati dagli escursionisti, mentre il Cerro Castor è molto famoso per lo sci, il bob e gli sport invernali.

In città ci sono musei, monumenti e attrazioni che vale la pena visitare per conoscere la storia della Terra del Fuoco, e scoprire le tante particolarità di quest’affascinante arcipelago all’estremo sud del mondo

LEGGI: Ushuaia: la capitale della Terra del Fuoco

 

02 Il Lago Fagnano
Lago

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Il Lago Fagnano è una delle località più facili da visitare in autonomia, soprattutto per chi si sposta sulla terraferma con un’auto propria.

Il lago si trova a 45 chilometri da Ushuaia, e può essere raggiunto mediante la Ruta Nacional 3. Al termine del breve viaggio in auto si apre l’incredibile panorama del lago, con le sue sponde circondate da morbide colline.

L’estremità orientale del lago si trova oltre il confine cileno, però anche le sponde che sono in territorio argentino possono essere visitate solo in parte.

La porzione di riva che si trova accanto alla Ruta Nacional 3 è aperta al pubblico. Ad un paio di chilometri dal lago ci sono alcuni ottimi ristoranti, ideali per una sosta prima o dopo la visita.

 

03 Tolhuin
Villaggio

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Questo pittoresco villaggio merita una sosta durante un tour al Lago Fagnano. Proseguendo lungo la Ruta Nacional 3 nei pressi dell’estremità orientale del lago c’è un bivio.

La strada a sinistra taglia attraverso il lago e offre un panorama unico. La strada a destra invece conduce al villaggio di Tolhuin, che nella lingua degli indigeni Selk’nam significa “a forma di cuore”.

Questo villaggio è stato fondato negli anni ’70 e con circa 3.000 anime offre l’atmosfera tipica di tutte le piccole comunità.

Tolhuin è famoso per una piccola pasticceria. Le pareti del locale sono tappezzate dalle foto delle celebrità argentine che si sono fermate qui per gustare una tazza di caffè e gustare i suoi deliziosi dolci, spezzando in due il viaggio da o verso Ushuaia.

 

04 Parque Nacional Tierra del Fuego
Parco Naturale

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Il Parque Nacional Tierra del Fuego è a un tiro di schioppo da Ushuaia, ed è il parco naturale più accessibile in Argentina. Può essere raggiunto in circa 20 minuti di guida, poiché si trova a soli 12 chilometri dalla città.

Il parco si estende su una superficie di 630 chilometri quadrati, dove la tundra subpolare si alterna a catene montuose dalle cime aguzze, e laghi dall’acqua pura e cristallina.

Il parco si sviluppa lungo il confine con il Cile, dal Canale di Beagle alla  Sierra Inju-Goiyin. Il settore meridionale del parco è aperto al pubblico e può essere visitato tutti i giorni dalle 8 alle 20.

Questo settore a sua volta è diviso in tre parti. Ad est, i settori Bahía Ensenada e Río Pipo sono molto vicini alla stazione del Treno della Fine del Mondo. Il treno propone un percorso paesaggistico all’interno del parco, ed è un’attrazione molto amata dai bambini e dai ragazzi – ma anche dagli adulti.

Ad ovest vi è il settore Lago Roca, mentre a sud c’è il settore Lapataia. Questi ultimi settori sono molto apprezzati dagli escursionisti, che in genere si fermano qui due o tre giorni, per esplorare a fondo tutti i percorsi del parco ed osservare la varietà di specie animali e vegetali.

Durante la visita al parco consigliamo di indossare abbigliamento impermeabile, poiché in questa zona le piogge possono essere molto frequenti.

Il biglietto di ingresso al parco costa 420 pesos argentini, che al cambio corrispondono a circa 4€. Il biglietto permette accessi multipli.

Se vuoi esplorare il parco in più giorni all’uscita è sufficiente informare il personale del parco, che non ti farà pagare gli ingressi successivi.

 

05 Il Canale di Beagle
Luogo Naturale

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Questo braccio di mare lungo 240 chilometri separa la parte continentale della Terra del Fuoco dall’Isola di Navarino e da Puerto Williams.

Il settore occidentale del canale si trova in Cile, mentre la parte orientale è al confine tra l’Argentina e il Cile. Lungo il canale vi sono tante piccole isole disabitate, popolate solo da uccelli, leoni marini e altre specie faunistiche.

Ogni giorno da Ushuaia salpano i catamarani che conducono i visitatori all’Isola degli Uccelli, o la Isla de los Pájaros, dove è possibile fotografare i gabbiani, gli albatros e tante altre specie. Da non perdere la sosta anche all’Isla de los Lobos, che ospita una grande colonia di leoni marini.

Molti tour prevedono una sosta sull’isola di Puerto Karelo, dove si percorre un facile percorso di trekking, che in 20 minuti permette di sgranchirsi un po’ le gambe per prepararsi a tante altre attività.

 

06 Puerto Williams
Città

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Situata sulla sponda opposta del Canale di Beagle, Puerto Williams propone uno scenario molto diverso dalla dinamica e vivace Ushuaia.

Questo minuscolo centro abitato da pescatori e militari cileni è nascosto dalle immense foreste di faggio che ricoprono gran parte della Isla Navarino.

La cittadina è uno dei principali punti di partenza o di transito della maggior parte delle crociere in Antartide e delle imbarcazioni dirette a Capo Horn.

Molto frequentata dagli escursionisti, la cittadina è la base di partenza per tutte le escursioni alla catena montuosa dei Dientes de Navarino, e al più facile circuito del Cerro Bandera.

Il centro offre anche un interessante museo di storia naturale, dove sono esposti manufatti prodotti dagli indigeni yaghan, e documenti sulla colonizzazione dell’Isla Navarino.

Puerto Williams si trova in Cile, e non è facile da raggiungere. L’atterraggio degli aerei e i collegamenti via mare dipendono dalle condizioni del tempo, che spesso è inclemente.

Per questo motivo conviene organizzare il viaggio a Puerto Williams preventivando eventuali ritardi nel trasporto.

LEGGI: Puerto Williams: Tetti Colorati e Natura Selvaggia

 

07 Capo Horn
Isola

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Anche Capo Horn è un’isola che si trova in Cile, anziché in Argentina. Questa località però è una delle mete obbligate di tutti i viaggi in Terra del Fuoco.

Capo Horn è sull’isola di Hornos, che si trova nel punto preciso dove l’oceano Pacifico incontra l’oceano Atlantico. Questa zona in passato era percorsa da una delle rotte mercantili più pericolose del mondo.

Al largo dell’isola il mare è molto agitato da frequenti tempeste e da venti di burrasca, che nel secolo scorso rendevano la navigazione molto difficile.

Oggi al largo di Capo Horn non si avvistano più vascelli carichi di tè, spezie e merci, ma lussuose e sicure navi da crociera, pronte a salpare le ancore per raggiungere l’Antartide.

L’isola è abitata solo da un guardiano, che è un membro della marina militare cilena, e dalla sua famiglia. Durante una visita è possibile incontrare il guardiano e la sua famiglia, e ricevere il timbro di Capo Horn sul passaporto.

LEGGI: Capo Horn: l’isola dove l’Atlantico e il Pacifico si incontrano

 

2 Attività da Non Perdere nella Terra del Fuoco

 

01 Ammirare i Pinguini
Natura

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I pinguini di Magellano sono una specie diffusa non solo nella Terra del Fuoco, ma anche in Patagonia. Questi pennuti dall’elegante livrea bianca e nera vivono dalle coste dell’Argentina Centrale fino a Capo Horn e oltre, nelle Isole Falklands e in Antartide.

La Terra del Fuoco, rispetto ad altre zone dell’Argentina, però ospita le colonie più numerose di pinguini di Magellano, e anche pinguini di altre specie. Il pinguino di Adelia e il pinguino Imperatore, ad esempio, sono le uniche specie che riescono a riprodursi tra i ghiacci.

Il pinguino di Magellano si distingue per il piumaggio, che intorno alla gola e sul petto forma due strisce bianche e nere. Il pinguino di Adelia, che vive solo in Antartide, intorno agli occhi ha due anelli formati da piccolissime piume bianche e un lungo ciuffetto di piume nere in prossimità della coda.

Il pinguino imperatore ha le piume del ventre tutte bianche, ma giallo chiaro nella parte superiore del petto e intorno alle orecchie.

Durante una crociera o un viaggio in Antartide spesso è possibile scendere dalla nave per visitare le colonie di pinguini. Le visite si svolgono sempre in compagnia di una guida che fornisce indicazioni preziose per arrivare molto vicini ai pinguini, ma senza spaventarli.

Il pinguino di Magellano è una specie molto timida, che scappa se infastidito dagli uomini. Altre specie, come il pinguino di Adelia, se disturbate invece possono diventare aggressive.

Il periodo migliore per osservare i pinguini di Magellano è dalla metà di ottobre fino alla fine di dicembre.

LEGGI: I pinguini di Magellano: Dove vederli in Argentina

 

02 I Viaggi e le Crociere in Antartide
Viaggi

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Un viaggio o una crociera in Antartide è un’esperienza che dura tutta una vita. Le crociere al Polo Sud hanno un prezzo più elevato delle altre crociere, però sono molto diverse da qualsiasi altro viaggio.

Dal ponte di una lussuosa nave, potrete ammirare lo spettacolo di immense distese di ghiaccio o di terra brulla sepolta sotto metri e metri di candida neve.

Navigherete in mari dai riflessi di un blu o di un grigio metallico, tra altissime muraglie di ghiaccio osservando gli iceberg che si distaccano dai ghiacciai per precipitare in acqua.

Udirete i richiami di centinaia di migliaia di pinguini, che nella stagione degli amori affollano le coste della Terra del Fuoco.

Le crociere e i viaggi in Antartide non sono privi di pericoli. Nel dicembre 2007 la nave MS Ushuaia, ad esempio, fu evacuata dopo aver subito lo scontro con un blocco di ghiaccio.

Dopo questo ed altri incidenti che si verificarono nel 2007, sono stati introdotti dei limiti al numero di navi da crociera che possono transitare nella zona e anche al numero di passeggeri.

Il periodo migliore per fare una crociera in Antartide è dalla seconda metà di ottobre alla seconda metà di marzo, quando le condizioni del ghiaccio consentono la navigazione.

Gli itinerari delle crociere spesso variano da operatore a operatore, quindi per essere sicuro di visitare i luoghi di tuo interesse conviene prendere informazioni. In questo articolo trovi  alcune dritte utili per organizzare una crociera in Antartide.

LEGGI ANCHE: Viaggio in Antartide: l’avventura di una vita

 

Come Spostarsi nella Terra del Fuoco

Il principale hub di trasporti nella Tierra del Fuego è Ushuaia. La città è servita da un aeroporto, dal porto e da una stazione degli autobus.

I collegamenti con Puerto Williams sono possibili solo via gommone, e la traversata del Canale di Beagle dura circa 40 minuti.

Capo Horn può essere raggiunta solo a bordo della nave  Stella Australis. La compagnia di crociere Australis, che è proprietaria della nave, è l’unico operatore ad avere il permesso di raggiungere quest’isola.

Non consigliamo di spostarsi in auto nella Terra del Fuoco, tranne che per visitare i dintorni di Ushuaia. La maggior parte delle località di interesse turistico infatti può essere raggiunta via mare.

Guidare nella Terra del Fuoco pone notevoli difficoltà anche ai guidatori più esperti, soprattutto a causa del clima. In questa zona non esistono strade provinciali, ma solo le rutas complementarias, che sono piccole strade secondarie.

Per raggiungere la Tierra del Fuego guidando sulla terraferma argentina è necessario oltrepassare il confine con il Cile. Per il passaggio oltre al passaporto sono richiesti documenti speciali e un’assicurazione di viaggio.

 

Il Clima nella Terra del Fuoco

La Terra del Fuoco ha un clima subpolare di tipo oceanico, caratterizzato da estati molto brevi e lunghi inverni estremamente umidi. Le temperature sono molto basse ma costanti. D’estate la colonnina di mercurio è ferma intorno ai 9°, mentre le temperature medie invernali oscillano poco sotto gli zero gradi.

La maggior parte dei visitatori giunge alla Terra del Fuoco durante l’estate subpolare, che nell’emisfero sud inizia a dicembre e termina a febbraio. In questi mesi, città come Ushuaia possono essere molto affollate.

Una visita a marzo o aprile permette di osservare gli spettacolari colori autunnali dei monti e delle foreste. In primavera i forti venti regalano cieli limpidi e luminosi, ma anche un’aria molto fredda.

Chi è interessato agli sport invernali può visitare la Tierra del Fuego tra giugno e agosto. In inverno il clima non è rigido come ci si aspetta, e le temperature sono mediamente meno fredde della Patagonia continentale.

 

La Cucina nella Terra del Fuoco

Questa regione isolata, situata alla punta meridionale dell’Argentina non è la prima località che viene in mente quando si pensa all’enogastronomia. La Tierra del Fuego però non è seconda a nessun’altra località, soprattutto per quanto riguarda i crostacei.

Il granchio reale (king crab) è la specialità più famosa, e non solo tra i turisti. Questo gigantesco crostaceo può raggiungere un metro di diametro, e pochissime persone sono in grado di gustarlo senza ricevere un piccolo aiuto.

Abbinato ai sontuosi vini argentini e cileni, questa specialità può essere gustata nei migliori ristoranti sulla terraferma, ad Ushuaia e Puerto Williams oppure durante una crociera.

 

Le Precauzioni Prima del Viaggio nella Terra del Fuoco

Il clima nella Terra del Fuoco è molto rigido, e chi arriva da zone dell’Argentina dove le temperature sono più miti a volte si ritrova a dover acquistare l’abbigliamento adatto in tutta fretta.

Prima di partire per il tuo viaggio, comporre la valigia con capi di abbigliamento invernale ed estivo è una buona idea. I capi da avere sempre a portata di mano sono giacche impermeabili e antivento in tessuto tecnico polare, oltre a uno o due strati inferiori molto caldi.

Da evitare assolutamente sono i capi in cuoio, che al contatto con il vento e la pioggia diventano gelidi, ed in cotone. Tutti i mezzi di trasporto, gli alberghi e i ristoranti sono molto ben riscaldati. Per questo motivo conviene vestirsi a strati, poiché la differenza di temperatura tra l’esterno ed i locali chiusi può raggiungere anche i 20-22 gradi.

Non consigliamo di calzare scarpe dalla suola in cuoio, o con i tacchi. Le scarpe da trekking sono poco eleganti, ma perfette per tutte le attività all’esterno.

La rifrazione del sole sul ghiaccio e sull’acqua del mare può provocare ustioni anche a chi ha la pelle molto scura. La soluzione è una crema solare con un alto fattore di protezione.

Infine, un paio di occhiali da sole dotati di filtro UV ti permetterà di osservare i ghiacciai in piena sicurezza.

 

Gli Indigeni della Terra del Fuoco

Oggi sembra incredibile che la Terra del Fuoco sia stata abitata, eppure è stato proprio così. Prima dell’arrivo dei colonizzatori europei, questo ambiente così inospitale era la casa di due popolazioni indigene, i Selk’nam e gli Yamana.

Gli indigeni Selk’nam erano di notevole statura e molto robusti. Per proteggersi dal freddo polare indossavano abiti in pelle di lama, e copricapi di forma conica.

La loro società infatti era concentrata sulla caccia al lama. Questo animale era utile per le pelli, con cui venivano confezionati abiti e mocassini. Le ossa erano impiegate per fabbricare frecce ed archi, mentre le carni fornivano un alimento molto nutriente.

La caccia al lama avveniva a piedi. Muovendosi in perfetto silenzio gli uomini della tribù accerchiavano i lama, prima di colpirli con le proprie frecce.

Questa popolazione guerriera si scontrò più volte con i coloni olandesi, che ben presto si resero conto del loro spirito guerriero. I Selk’nam, però, furono lentamente sterminati.

Gli indigeni Yamana invece vivevano sulle sponde dei canali dell’arcipelago della Terra del Fuoco, ed erano pescatori.

La loro società era basata su famiglie estese, che per una parte dell’anno vivevano su ampie canoe. Gli uomini si dedicavano alla caccia delle foche, mentre le donne si dedicavano alla pesca dei molluschi. Le donne, che erano le uniche a saper nuotare, si cospargevano il corpo di grasso di foca prima di immergersi in queste gelide acque.

Durante l’inverno gli Yamana, o Yaghan, abitavano sulla terraferma in abitazioni di legno dalla forma conica, costruite per far scivolare la neve.

 

Un Po’ di Storia

L’arrivo dei coloni europei pose fine a queste società, che erano esistite per migliaia di anni. Giunti nella Terra del Fuoco, i coloni olandesi – e anche di altre nazioni – scelsero di darsi alla pastorizia.

Per far ciò recintarono enormi porzioni di territorio, trasformandole in fattorie. I Selk’nam, che in un primo momento non accettarono l’arrivo degli europei, ben presto scoprirono che le pecore erano più facili da cacciare dei lama, ed iniziarono a predare questi animali.

Ciò suscitò le ire dei coloni europei, e ben presto scatenò una serie di attacchi tra i due gruppi. Alla fine degli anni ’20, gli indigeni Selk’nam erano pressoché estinti. Dove non giunse la forza delle armi, arrivarono le epidemie di morbillo.

I Selk’nam e gli Yamana non avevano gli anticorpi contro questa malattia. Chi, tra loro, era riuscito a sopravvivere agli scontri con i coloni europei, morì per il morbillo. I pochi sopravvissuti furono spinti dai missionari cristiani ad abbandonare il loro stile di vita da cacciatori e pescatori per diventare sedentari.

Il riposo e il cambiamento di dieta ridussero la resistenza fisica degli indigeni, e li resero ancora più vulnerabili al morbillo, ma anche alla polmonite e alla tubercolosi.

Gli ultimi indigeni Selk’nam che riuscirono a sopravvivere alle epidemie morirono rispettivamente nel 1966 e nel 1969. Oggi, alcuni discendenti dei Selk’nam e degli Yamana, nati da matrimoni con europei, sopravvivono nella città di Puerto Williams.

La fine delle culture che avevano abitato queste terre per 8.000 anni segnò l’inizio della pastorizia, e la nascita di latifondi che attrassero immigrati dalla Croazia, dalla Spagna, dall’Italia e anche dal Cile.

Oggi però l’economia della Terra del Fuoco dipende dall’estrazione del petrolio e dei gas naturali, dalla pesca e dall’alta tecnologia. Un ruolo importante è giocato anche dal turismo, che ha stimolato la nascita del settore del commercio di lusso.

La Terra del Fuoco infatti è uno dei paradisi del duty-free, dove i beni di lusso costano molto meno rispetto al resto dell’Argentina.

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